NEPAL - Patan
Il Nepal è un rettangolo, compreso tra il Tibet da un lato e l`India dagli altri tre lati. La sua superficie non raggiunge 150.000 Km quadrati, cioe` è meno della met ...
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 Mattarella ha firmato la legge  Cirinnà
Il Consiglio dei ministri dovra` emanare entro un mese il decreto che darà agli ufficiali dello stato civile le istruzioni per la celebrazione
Il testo Cirinna` ha ricevuto giorno 11 maggio 2016 il via libera dalla Camera con 372 sì, 51 no e 99 astenuti.
L`unione civile è un atto che comporta il riconoscimento da parte dell`ordinamento giuridico  delle coppie di fatto e ha il fine di stabilirne i diritti e i doveri.
Le unioni civili, che possono riguardare sia le coppie di sesso diverso (eterosessuali) sia le coppie dello stesso sesso (omosessuali), sono quelle forme di convivenza, riconosciute dall’ordinamento giuridico, fra due persone, legate da vincoli affettivi ed economici non vincolate dal matrimonio o impossibilitate a contrarlo.
Si parla di coppie di fatto perché esse non sono riconosciute in senso stretto dall’ordinamento e non hanno una normativa omogenea ed unitaria ma nonostante la frammentarietà della loro disciplina godono, tuttavia, di diritti e doveri. Al fine di dare riconoscimento giuridico alle coppie di fatto, sono state presentate nel corso degli anni numerose proposte di legge la prima delle quali risale al 1986 quando, grazie all’Interparlamentare donne Comuniste e ad Arcigay (Associazione per i diritti degli omosessuali), si intraprese la discussione in Parlamento relativa alle unioni civili e vennero proposti i primi disegni di legge. È seguita nel 1986 una proposta di legge per il riconoscimento della convivenza tra persone (scartando, tuttavia, la posizione degli omosessuali). Nel 2000, stante la pressione continua del Parlamento europeo per la non discriminazione delle coppie gay, si inizia a parlare in Italia di PACS (sul modello francese del Patto civile di solidarietà): un disegno di legge del 2007 avrebbe formalizzato il riconoscimento delle unioni civili sotto il nome di DICO ma, con la caduta del governo dell’epoca, questo lungo percorso è stato interrotto.


 



Quando si parla di unione civile il dibattito si concentra in maniera particolare sul tema del matrimonio riconosciuto dal nostro ordinamento i cui requisiti, anche se impliciti, sono: la diversità di sesso dei coniugi e la volontà di entrambi di sposarsi, e quello del matrimonio omosessuale. La Corte Costituzionale  ha riconosciuto alle coppie omosessuali la loro condizione nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge senza, tuttavia, estendere loro la possibilità di accedere al matrimonio. Recentemente il Parlamento europeo ha affermato che le coppie omosessuali possono rivolgersi al giudice per far valere il loro diritto al pari trattamento rispetto a quello che la legge assicura alla coppia coniugata. Nel 2012 la Corte di Cassazione  ha affermato che i componenti della coppia omosessuale, a prescindere dall`intervento del legislatore in materia, sono titolari del diritto alla vita familiare, del diritto inviolabile di vivere liberamente una condizione di coppia e del diritto alla tutela anche davanti ai giudici di specifiche situazioni, precisando che la differenza di sesso non è più da considerare quale requisito essenziale del matrimonio. Nonostante il legislatore italiano non si sia ancora occupato della questione, l’orientamento della giurisprudenza è verso un pieno riconoscimento della famiglia omosessuale.
Recentemente e relativamente a provvedimenti di Sindaci che prescrivono agli ufficiali di stato civile di provvedere alla trascrizione di matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso, Il Ministero dell’Interno con una circolare (n. 0010863 del 7 ottobre 2014) rivolge ai Sindaci invito formale al ritiro ed alla cancellazione della trascrizione nei registri dello stato civile di tali matrimoni, “ in quanto la disciplina dell’eventuale equiparazione di matrimoni omosessuali a quelli celebrati tra persone di sesso diverso e la conseguente trascrizione di tali unioni nei registri dello stato civile rientrano nella competenza esclusiva del Legislatore”.
Mancando, allo stato, una disciplina del rapporto di convivenza al di fuori del matrimonio, si è discusso sulla possibilità, per le coppie di fatto, di disciplinare in maniera autonoma la convivenza attraverso l’ammissibilità di una disciplina contrattuale (cioè di un accordo tra di essi). L’evoluzione del pensiero giuridico è aperta in tal senso: va rilevato che, nell`ambito della libertà contrattuale e nei limiti posti dalla legge, le coppie di fatto possono regolare gli apporti dei singoli conviventi alle esigenze della vita comune ed eventualmente quelli successivi alla cessazione della convivenza tramite appositi accordi, detti comunemente patti o contratti di convivenza, mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata. Cosi` i conviventi possono stabilire le regole che riguardano l`abitazione comune, le spese, la disciplina dei beni acquistati durante la convivenza. I conviventi possono anche regolare la cessazione della convivenza e prevedere che uno di essi debba versare all`altro una certa somma, o prevedere a favore di un solo convivente il diritto di abitazione sull`immobile precedentemente utilizzato dalla coppia . Va ancora ricordato che è possibile nominare il convivente come amministratore di sostegno, mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata, in previsione di una propria eventuale futura incapacità di intendere e di volere. L’efficacia di simili accordi è, in ogni caso, limitata ai soli aspetti economici, essendo quelli relativi alla posizione personale dei conviventi, ed eventualmente dei loro figli, indisponibili, cioe` non possono essere oggetto di accordi.


 



Il presidente dell’Ainc (Associazione italiana notai cattolici), Roberto Dante Cogliandro, ha dichiarato: "Avremmo auspicato maggiore spazio al dialogo e alla libertà di coscienza. Come professionisti non possiamo non sottolineare questo aspetto confidando che questo vulnus non apra una fase di scontro duro su altre vicende che impattano fortemente sui cittadini “.


 



Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Mons. Bagnasco, nella recente relazione all`assemblea annuale dei vescovi, ha affermato che la legge sulle unioni civili «sancisce di fatto una equiparazione al matrimonio e alla famiglia», in attesa «del colpo finale» compresa «anche la pratica dell`utero in affitto, che sfrutta il corpo femminile profittando di condizioni di povertà». Ma Bagnasco ha anche assicurato che la CEI non chiede un referendum contro la legge, perché un`eventuale iniziativa di questo tipo «spetterebbe semmai ai laici e non alla Chiesa».


 


                   


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Allegati
bando Primo Concorso Premio IL ROTARY PER ANTONINO RAGONA
sentenza CEDU 3 novembre 2011
sentenza CEDU 1 aprile 2010
legge n 40 del 2004
Modifiche al Codice della Strada
LEGGE 15 luglio 2009 n 94 in materia di SICUREZZA PUBBLICA
Decisione 568 del 2009 CE
Legge 18 giugno 2009 n 69
GARANZIA PRELIMINARE la sicurezza nel contratto di vendita immobiliare
Legge 5 maggio 2009 n 42 sul Federalismo Fiscale
Legge 23 aprile 2009 n 38 sulla Sicurezza Pubblca
Relazione del Presidente R C Nicosia avv A Lo Bianco
Proposta Calabro Testamento Biologico
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In ambedue i casi il ricorso al notaio è imposto dalla legge per assicurare contratti e verbalizzazioni ineccepibili e per far sì che l`autonomia privata non superi i limiti di legalità fissati dalle norme.



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